3° ed ultima copia di “Odio gli italiani” gratis!

 

Per vincerla dovrete indovinare quali sono le due teste che non ho disegnato io sui miei appunti di Geografia dello sviluppo, una materia del corso di Cooperazione Internazionale che si svolge alla Sapienza…

Potete guardare l’immagine e inserire la risposta sulla mia fan page:

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=486052084039&set=a.420769509039.193620.41069419039

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Su Facebook, vinci 3 copie del mio romanzo!

Ora
lunedì 13 dicembre alle ore 8.00 – 19 dicembre alle ore 23.00

Luogo Ovunque

Creato da

Maggiori informazioni Partecipare è semplice: vi basterà essere collegati a Facebook nella settimana tra il 13 e il 19 dicembre, e chi non lo sarà?!

Ci sarà una copia in palio di mattina, una di pomeriggio e una di sera, quindi andremo a toccare tutti gli orari.

Nel momento in cui il concorso partirà – un giorno a caso tra quelli previsti – potrete leggere le istruzioni sul mio status e sul messaggio d’aggiornamento che vi invierò.

Il primo che pubblicherà la risposta esatta, sotto forma di commento, sul mio status, vincerà il libro!

www.micheleponte.com
http://www.facebook.com/pages/Michele-Ponte/41069419039

PS: condividete questo evento!

Per partecipare è necessario essere fan di Michele Ponte su Facebook.
“Odio gli italiani” è un romanzo pubblicato da edizioni Il foglio nel 2010.

Intervistato da Marilù Oliva, l’autrice Premio Azzeccagarbugli Opera Prima 2010!

ATTIVITA’: raccontastorie

SEGNI PARTICOLARI: scrive, ma non ha idea di quale sia il participio passato o il passato remoto.

Lo TROVATE SU: le panchine di tutta Europa poiche’ non vuole pagare il conto salato degli hotel, o su http://www.micheleponte.com

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Raccontaci le tue origini e la tua città
I miei genitori hanno iniziato a frequentarsi in Francia, mio padre è italiano e mia madre è polacca. Quando ero dentro il pancione ho fatto su e giù tra le due nazioni e mi hanno concesso pure un salto in Spagna; da allora non ho più smesso di viaggiare.
Roma ha tutto quello che cerchi tranne i pub aperti dopo le due di notte, ma questa non è colpa della capitale. Roma ha un effetto magico sulla gente, e, pure da pendolare – perché lo siamo tutti in una città dove per andare da capo a coda passando per il centro ci si mette più di un’ora -, ogni volta che capiti davanti al Colosseo o l’Altare della Patria non puoi fare a meno di guardarli.

Cosa rispondi quando ti chiedono che lavoro fai?
Rimango sul vago, dico che lavoro solo quando ho bisogno di soldi. Non aggiungo altro, aspetto che si incuriosiscano e che magari provino a indovinare.

“Odio gli italiani” (Edizione Il Foglio)è il tuo romanzo d’esordio, ambientato in Africa. In che rapporti sei con l’Africa?
Più o meno come il rapporto che ho con i miei fratelli: ogni tanto ci litigo, ma alla fine si tira avanti perché loro, che lo voglia o no, faranno sempre parte della mia vita.
L’Africa l’ho iniziata a conoscere grazie a mio padre che aveva fatto l’abbonamento alla rivista PM, Piccolo missionario. Così, sin da bambino, grazie ai fumetti presenti sulla rivista – le pagine di solo testo non le leggevo mai -, ho iniziato a sviluppare uno spiccato interesse verso tutti i popoli che non vivono in condizioni di vita adeguate al nostro tempo. Poi, crescendo, ho scoperto un’altra rivista – sempre grazie a un abbonamento di papà -, Nigrizia. Quelle pagine mi parlavano, sia le parole che le foto mi sono rimaste davvero impresse nella mente.

Com’è nato questo romanzo?
Avevo letto su Panorama un articolo su degli italiani che si occupavano di prostituzione minorile e d’ogni altro tipo di sfruttamento in una città africa, e dopo quell’articolo sono andato a vedere se altri giornali a livello nazionale avevano riportato la notizia, ma niente, non si trovava nulla. Così, dato che mi era venuto qualcosa in mente, ho pensato: “Visto che di questa faccenda non né parla nessuno allora lo faccio io.”

In sottofondo aleggiano i temi delle ingiustizie sociali, della povertà e della disparità. Cos’altro?
La famiglia, l’importanza di un nucleo che ti sostenga comunque siano le tue scelte.

Ma tu li odi gli italiani?
No, cioè, ce ne sono alcuni che mi stanno veramente sulle *****, però l’odio è un sentimento troppo forte, è difficile da provare ma più facile da creare artificiosamente, credo.

3 motivi per cui scrivi
Una volta ho pianificato una rapina all’ufficio postale di Trigoria nei minimi dettagli, qualcosa di livello superiore alle solite rapine che ci fanno – e vi assicuro che sono frequenti!-, e vi assicuro che se quella rapina non l’avessi buttata giù, su carta, probabilmente a quest’ora sarei con un bel gruzzoletto… o in carcere, ipotesi meno probabile, almeno secondo i miei studi!
Quindi, scrivo per non commettere reati…
Scrivo perché è un modo di fuggire o di liberarsi dalla quotidianità.
Scrivo perché mi fa sentire bene, anzi, molto, molto di più.
Com’è l’ambiente letterario-culturale?
È qualcosa di nuovo, per me. Ad esempio, non immaginavo che ci fosse ancora gente che si raduna per leggere poesie e racconti, invece poi scopri il gruppo Scrittori Precari e ti sorprendi, pensi: Cazzo, quei salotti che esistevano in Francia secoli fa… esistono ancora, wow!

Un commento che han fatto al tuo lavoro, che ricordi con piacere.
“Sin dall’inizio mostri le differenze razziali e sai davvero catturare il lettore”, ciò è stato detto da un’autrice che pubblica con Mondadori, se poi magari mi desse pure un calcetto verso la casa editrice non mi dispiacerebbe affatto.

3 libri che ti porteresti sulla Luna
“Il profumo” di Patrick Suskind, “Soffocare” di Chuck Palahniuk, “American Gods” di Neil Gaiman.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna
La maggior parte dei testi universitari, in particolare la roba di Diritto pubblico e Diritto privato. Noiosissimi.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato
Quando è finita con la mia ex, non mi ha neanche concesso l’ultimo saluto dal vivo, in Montenegro. Non sono sicuro che ce l’avevo con lei, forse ero arrabbiato solo con me stesso, chi lo sa…

Ponte

L’ultima volta che hai tentato inutilmente
Il Superenalotto, una delle più grandi truffe legalizzate della storia d’Italia. Negli altri paesi le schedine hanno 30 o 50 numeri in meno.

L’ultima volta che hai tentato con successo
Un sorpasso azzardato, ma non credo che lo tenterò ancora: mi sono rimasti 8 punti sulla patente!

L’ultima volta che hai pensato: “Fantastico!”
Non ve lo posso dire. È stata una scoperta, per l’appunto, fantastica, qualcosa di inaspettato!

L’ultimo viaggio che hai fatto
In Montenegro e in Serbia, all’estero, e a Pisa, per il Pisa Book Festival, in Italia. Su Facebook, nel mio profilo, c’è scritto esattamente giorni, date e nazioni dove sono stato negli ultimi mesi, se volete rimanere aggiornati…

Un viaggio in programma
Ho trovato un volo andata ritorno a 50 euro per Lione, credo sarà questo.

Due pregi e due difetti
I miei amici dicono che sono una “prostituta sociale”, ma alle volte lo considero più un pregio che un difetto…

Progetti?
Un viaggio in Marocco, soprattutto ora che la Ryanair ha messo i voli da Roma!
Quattro libri: un thriller, su cui sto lavorando da tempo, dal titolo “Il confessionale”; un libro insieme a un talentuoso autore di racconti, ma non vi posso dire nulla poiché la notizia ufficiale la diamo solo se riusciamo a terminarlo; un libro di cui vi posso dire ancora meno… In pratica era meglio se non rispondevo a questa domanda.

Salutaci in modo odioso
Ma salutatemi prima voi, e che diamine!

Adesso salutaci non da italiano
Cześć, do zobaczenia w Polska!

 

Presentazione “Odio gli italiani” a Roma!

Per l’evento su Facebook clicca qui: http://www.facebook.com/event.php?eid=149121298452308

Ora sabato 6 novembre 2010 alle 18.30 – domenica alle 4.00

Luogo La Libreria L’eternautaVia Gentile da Mogliano, 184Roma, Italy

Creato da Michele PonteAlessandro Dezi

Maggiori informazioni Voi non avete idea di cosa fanno gli italiani in Africa. 

“Odio gli italiani”, edizioni Il Foglio, 2010. Presentazione a cura di Alessandro Dezi (Coniglio editore).

Estratto: ‘Dimmi una cosa, ti vergogni di dire ai tuoi genitori che la tua migliore amica è una prostituta?’

Sinossi: Alessia è una bambina italiana in un continente – l’Africa – dove gli altri italiani che ci sono hanno tutto e comandano. Lei no, lei è figlia di un’insegnante, la madre, e di un dottore, il padre, che operano al servizio di questi italiani. La sua migliore amica, Monique, si prostituisce per dar da mangiare a lei e il fratello, Nnambi, che nel frattempo è obbligato a stare in dei campi di lavoro. Il suo più grande desiderio è quello di salvarli da questo inferno.

Dopo la presentazione, chi vorrà, si potrà unire ad effettuare un giro dei pub del Pigneto!

 

Pisa Book Festival – Buona la prima

Sabato 23 ottobre 2010, al Pisa Book Festival, ho avuto i miei 5 minuti di gloria grazie a “Odio gli italiani”, Gordiano Lupi, la casa editrice e, insomma, un po’ tutti i presenti!
La sala Arancio era stata acquisita per un altro autore, ma io e due miei compagni della collana narrativa de Il Foglio, Vincenzo Trama con Quando ci sono dei ragazzi in un casolare in vacanza è molto probabile che si tratti di un film horror di serie z e altri racconti e una scrittrice che non mi ricordo come si chiama(…), abbiamo avuto modo di esporre i nostri testi per spezzare un po’ l’oretta dedicata a La voce degli ultimi.
Le presentazioni nella presentazione sono andate davvero bene, e non poteva essere altrimenti visto che era la mia prima “uscita ufficiale”!
Quella ufficiale per davvero ci sarà a Roma il 6 novembre, presto sarò più preciso. Comunque sarà tutta la sera dedicata al mio romanzo!

PS: Tra il 23 e il 24 ho conosciuto un sacco di gente interessante, e, come mi hanno detto, se riesco a produrre 250 cartelle davvero buone o al livello di “Odio gli italiani”, il mio futuro da scrittore diverrà molto più reale e tangibile.

Lo sguardo sull’Africa di Michele Ponte

Resta in sospeso… “Odio gli italiani”, il romanzo d’esordio del giovane Michele Ponte, edito dalla Edizioni Il Foglio, ha un finale aperto, non solo a tutto quello che potrebbe ancora essere raccontato, ma anche e soprattutto alle infinite domande che ti affollano la testa una volta che lo hai sfogliato e vissuto leggendolo. Perché questa è sì la storia di Alessia, Monique, Nnambi e Daoud, ma è anche la storia di tante vite lontane dalla nostra realtà, dimenticate perché avvolte da un destino crudele. Alessia è una bambina italiana che vive in Africa, dove i suoi connazionali posseggono ogni cosa e comandano su tutto. Lei, invece, figlia di italiani umili ma combattivi contro questa organizzazione malavitosa, vorrebbe salvare i suoi amici che sono costretti a prostituirsi e fare lavori inumani… Nella sua prima prova letteraria, Michele affronta tematiche dure. Lo fa con un testo veloce e immediato, quasi fosse un film. A volte può risultare un po’ troppo sbrigativo nello svolgimento di alcuni intrecci, ma questo suo esordio dimostra quanto lui abbia da raccontare e quanta urgenza senta nel doverlo fare. L’esperienza gli insegnerà di sicuro a farlo con minore velocità, ma questo resta un esordio che promette bene. Adesso però mi domando: questo romanzo avrà un seguito? A me piacerebbe tanto. Comunque proviamo a chiederlo a lui.

Ciao Michele, come stai? Sei un autore giovanissimo, parlaci un po’ di te, presentati ai lettori di inchiaroscuro.com.

Questa è la prima intervista “seria” che mi fanno… Che dire, da un anno e mezzo ho l’età per comprare gli alcolici anche negli USA. Ok, ora non è più seria. Comunque, pure se scrivere dà più soddisfazioni, io preferisco leggere perché sono assetato di storie! Ci entro dentro, le esamino, le vivo immedesimandomi nei personaggi, e alle volte lo faccio con risultati disastrosi per gli abitanti di questa casa che mi vedono al buio, disteso sul letto, come se mi fossi appena fatto di coca alle quattro di pomeriggio.

Nella breve biografia della quarta di copertina del tuo romanzo, ti presenti come un viaggiatore. Hai mai visitato i posti che descrivi nel tuo libro? E qual è il luogo a cui ti senti più legato?

Mi presento come un viaggiatore perché viaggio costantemente, non solo con la mente… Questa estate mi dovevano ospitare tra il Kenya e la Tanzania, ma l’appuntamento con l’Africa è stato rimandato di almeno un anno per una serie di incongruenze. In compenso negli ultimi dodici mesi sono stato in Inghilterra, Germania, Spagna e Polonia spendendo il “minimo sindacale“ perché mi ha sempre ospitato qualcuno o ho dormito sulle panchine… La prossima tappa è il Montenegro, lì mi aspetta una persona.

Da dove nasce il tuo “odio” per gli italiani?

Ah, questa è una delle domande che odio! Mmm, che battuta pessima… Questa domanda la fanno tutti. Allora, diciamo che quelli che si trovano giù in Africa, ma solo quelli che io ho analizzato, non si stanno comportando proprio bene. Queste persone se ne sono andate dall’Italia per non pagare le tasse o perché hanno deciso di portare la mafia lì. Ci fanno proprio una bella pubblicità!

Perché hai scelto proprio quest’ambientazione per il tuo romanzo? Come mai la scelta di questa tematica così forte?

Mi piace provare tantissime emozioni, e le tematiche forti sono quelle che me ne danno di più. Anche nella vita di tutti i giorni io voglio sentirmi respirare, voglio provare, sentire e vedere tutto. Non mi interessa essere solo di passaggio.

È stato duro documentarsi sugli argomenti che affronti?

Sin da quando ero ragazzino sfogliavo riviste come Nigrizia e il Piccolo Missionario, mio padre vi è abbonato, e negli occhi avevo ben delineata la situazione che stavo per affrontare. E internet – Dio! – che strumento fantastico.

Il tuo romanzo, visto il finale aperto, avrà un seguito?

Scrivo solo quando nella mia testa sento di non poter fare altro se non butto giù qualche pagina, altrimenti preferisco andarmene in giro con gli amici. Quando scrivo un romanzo (“Odio gli italiani” è stato solo il primo ad essere pubblicato) ho bisogno di prendere lo slancio, se arriva sono in grado di scrivere un libro in un paio di mesi.

Parlaci di quest’avventura letteraria. Come ha avuto inizio? Era un sogno che coltivavi da sempre o è accaduto tutto per caso? Soprattutto, era così che te l’aspettavi?

Mio padre ha un negozio, e tutte le vacanze invernali le passavo lì dentro mentre i miei compagni di scuola giocavano o facevano presepi. Un giorno sono scappato dal lavoro e sono finito in camera di mio fratello, quella dove c’era il computer. L’ho acceso e ho iniziato a pigiare i tasti andando a scrivere una storia mai compiuta. L’emozione è stata fortissima, e ho deciso che quello sarebbe stato il mio futuro!

La pubblicazione di un libro è un sogno che aspettavo da quasi quattro anni, quando avevo scritto “Fuga da casa!”, un romanzo autobiografico che do gratuitamente via e-mail, e credevo che sarebbe stato un successo mondiale, ma siamo ancora in tempo!

Quando mi hanno fatto sapere che volevano pubblicarmi “Odio gli italiani” è stato stupendo, ma anche strano: mi trovavo in bagno e ho pensato “Cazzo, non posso ricevere sentire queste cose in questa stanza!”, così ho pregato loro di aspettarmi un momento e mi sono trasferito in camera. Lì sembrava un ambiente più adeguato, nonostante la confusione che regna perenne…

Quali sono state la maggiori soddisfazioni e quali le delusioni (se ci sono state) che ti ha portato questa esperienza?

Le soddisfazioni sono tante, le delusioni si vedranno poi. Io comunque sono e rimango una persona estremamente positiva!

Come e dove si può reperire il tuo romanzo?

“Odio gli italiani” si può ordinare in tutte le librerie d’Italia, poiché è distribuito da NdA. In alcune è già presente, però sono davvero poche… Lo trovate anche sulle migliori librerie online come http://www.ibs.it, dove ora è scontato del 20%!

Come ti adoperi per promuoverlo?

La mia case editrice, Il Foglio Letterario, partecipa a numerose fiere e festival e ogni tanto mi unirò. Ho in programma un paio di presentazioni a Roma e devo organizzarle anche in altri luoghi. Ho anche iniziato un po’ di pubblicità sul web. Speriamo bene!

Hai siti o blog su cui poterti seguire e avere notizie e aggiornamenti sul tuo lavoro?

Il mio sito web è www.micheleponte.com, ma mi trovate praticamente su qualsiasi piattaforma, da Facebook, dove c’è anche la mia fan page, a Myspace.

Prossimi progetti letterari e non?

Divertirsi, continuare a viaggiare, imparare qualche nuova lingua (parlo italiano, inglese e polacco), leggere tanto e scrivere un thriller per il quale ho un’idea incredibile! Ah, nei progetti c’è anche di aggiustare un pc dove all’interno vi è un romanzo per bambini che avevo scritto alcuni mesi fa, ma la situazione non è delle migliori. Incrocio le dita o ne scrivo un altro!

Grazie per averci concesso questa intervista e complimenti per il tuo romanzo, in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te, e crepi il lupo!

Maria Rosaria Ferrara – In Chiaro Scuro .com

Compra “Odio gli italiani”

Finalmente il mio romanzo è uscito e lo potete acquistare in tutte le librerie su tutto il territorio nazionale!

Siccome non ci saranno tante copie in giro, quando andrete in libreria difficilmente lo troverete sugli scaffali, quindi dovrete ordinarlo dicendo: “Odio gli italiani”, edizioni Il Foglio, distribuito da NdA. A quel punto apparirà sullo schermo dei librai e potranno ordinarlo. Arriverà in una settimana.

Oppure potete acquistarlo sui numerosi siti internet quali:

Distribuito da NDA di Massimo Roccaforte – via Pascoli, 32 – 47853 Cerasolo Ausa di Coriano (RN) – Tel 0541682186 – fax 0541683556 – http://www.nda.netinfo@ndanet.it – per FELTRINELLI, INTERNO 4, ARION, LIBRERIE COOP, FASTBOOK, FNCA, MELBOOKSTORE, INTERNET BOOK SHOP, Galla 1880, Mondadori Franchising.

Editing terminato | Una scrittrice parla bene di questo libro!

Questa notte ho inviato l’ultima versione del libro a chi di competenza. Ora non ci metterò più mano. Speriamo bene.

Una scrittrice che pubblica per Mondadori – che non so se posso nominarvi… – ha letto Odio gli italiani e ha detto: “Ho letto il tuo romanzo e non posso che farti i miei complimenti! Già dall’inizio introduci l’atmosfera dell’odio razziale e sai catturare il lettore…”
Sempre lei, mi ha informato che quando questo libro uscirà mi farà un’intervista per una rivista, probabilmente Sick Girl!

Editing

Oggi, intorno all’ora di pranzo, ho ricevuto “Odio gli italiani” corretto dall’editor! Nella stessa e-mail, il ragazzo che si occupa dell’impaginazione mi ha consigliato di fare la revisione con calma, e poi devo  passare a lui il testo.
Ci siamo quasi! 😀